Influenza aviaria: informazioni essenziali
L’influenza aviaria è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce principalmente il pollame e i volatili selvatici. Il virus può essere a bassa (LPAI) o alta patogenicità (HPAI): le forme LPAI sono spesso lievi o asintomatiche, mentre le HPAI possono causare gravi malattie e mortalità elevata.
Entrambe le forme possono diffondersi rapidamente negli allevamenti, rendendo indispensabili rigorose misure di biosicurezza e una gestione tempestiva dei focolai, anche per il rischio di mutazione dei ceppi a bassa patogenicità.
Come evidenziato dall’EFSA, i casi di influenza aviaria risultano attualmente in aumento. Da mesi sono in atto misure di contenimento negli allevamenti, finalizzate a limitare la diffusione del virus e a tutelare la salute animale e pubblica.
L’epidemia del 2021–2022 è stata la più grave mai registrata nell’Unione Europea. Nel 2023 i virus HPAI A(H5N1) si sono diffusi a livello globale, coinvolgendo numerose specie animali, inclusi alcuni mammiferi. I casi di trasmissione all’uomo sono rari e non è stata documentata la trasmissione da uomo a uomo.
Il contagio umano può avvenire tramite contatto diretto con animali infetti o ambienti contaminati. Non vi sono evidenze di trasmissione attraverso il consumo di alimenti, purché siano rispettate le corrette norme igieniche e di cottura.
La CdA degli Assistenti Sanitari ritiene importante richiamare l’attenzione sull’evoluzione del quadro epidemiologico e sull’importanza del rispetto delle misure di prevenzione e biosicurezza lungo tutta la filiera.
Fonte: EFSA – Autorità europea per la sicurezza alimentare
CdA Assistenti Sanitari
